Luminator e Parentesi: l’essenza della luce

Luminator e Parentesi: l’essenza della luce

Luminator by Flos

Il punto di partenza per la progettazione di una lampada in Achille Castiglioni è la tipologia di luce che si desidera ottenere, cioè “ un tipo specifico di lampadina”, attorno alla quale viene poi costruito un supporto che, per quanto complesso possa apparire, è sempre in funzione dell’effetto luminoso che s’intende perseguire.

Questo il principio su cui si fonda una delle prime lampade da lui disegnate, Luminator, che nel 1955 gli fece vincere il suo primo Compasso d’Oro.

Disegnata insieme al fratello Pier Giacomo, questa lampada da terra è caratterizzata da un’estrema semplicità ed essenzialità di forme che ne ha fatto un’icona intramontabile del design contemporaneo.
Costituita da tre sottili gambe di metallo zincato a sostegno di uno stelo di ferro smaltato, è sormontata da una lampadina che produce una luce indiretta.
L’idea di base è quella di traslare una tecnica di illuminazione delle sale di posa dei fotografi nell’abitazione, ovvero di diffondere la luce nell’ambiente orientando una sorgente luminosa, costituita da una ampolla in vetro specchiato, verso il soffitto. Una soluzione formale molto semplice in cui la struttura è un tubo metallico con il minimo diametro per contenere il portalampada che diventa contenitore per gli steli alla base durante il trasporto.

 

 

Parentesi by Flos

Nel 1972 il Compasso d’Oro va alla lampada Parentesi, che come Luminator è diventata una delle lampade più riconoscibili nel panorama del light design moderno grazie alla combinazione di semplicità e funzionalità.

La progettazione della lampada, il cui nome nasce dalla forma del tubo in acciaio sagomato che ricorda appunto una parentesi, prende spunto da uno schizzo di Pio Manzù, morto prima che la lampada venisse progettata. In questo schizzo una scatola cilindrica con una fessura per la luce scorreva su un’asta fissata probabilmente con una vite sia al pavimento che al soffitto. Castiglioni nel suo progetto sostituisce l’asta con una corda metallica che, deviata, fa attrito e permette alla lampada di stare in posizione senza il bisogno di alcuna vite.

Riducendo al minimo l’utilizzo dei materiali e il numero di componenti, Castiglioni crea una lampada a saliscendi che risponde ad un principio semplice e al contempo: ottenere una lampada, orientabile, che possa scorrere lungo la distanza che intercorre tra il pavimento e il soffitto, tramite un semplice gesto umano.

Nel 1970 fu presentata al pubblico in un comodo kit, ideato dallo stesso Castiglioni, all’interno del quale erano collocati tutti i pezzi per montare facilmente la lampada.
Parentesi è esposta in molti musei e mostre dedicate al disegno industriale di tutto il mondo, come per esempio il MoMa di New York. In Italia, oltre che al Triennale Design Museum di Milano, la lampada è esposta anche al GAMeC di Bergamo e altre gallerie o musei di rilevanza nazionale.

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