Ogni anno il Salone del Mobile.Milano 2026 rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per il mondo del design, dell’arredo e della progettazione d’interni. Per noi di Illum, però, quando si parla della Milano Design Week il significato è ancora più profondo. È frenesia, è scoperta, è pura ispirazione.
La fiera è il luogo in cui il futuro del design e dell’illuminazione prende forma. È qui che osserviamo da vicino le nuove collezioni dei migliori brand di lampade e arredo di design, le innovazioni tecnologiche che cambieranno il modo di vivere gli spazi e le tendenze che guideranno il lighting design nei prossimi anni.
Come showroom specializzato in illuminazione di design e arredo contemporaneo, per noi visitare il Salone del Mobile significa selezionare il meglio da portare nei nostri showroom e nel nostro e-shop, offrendo ai clienti soluzioni capaci di unire estetica, funzionalità e innovazione.
L’edizione 2026 ha confermato che oggi la luce non è più un semplice elemento tecnico, ma una parte essenziale del progetto di interior design. Oggi la luce è l’anima di una stanza, è il regista che decide cosa dobbiamo guardare e come dobbiamo sentirci quando rientriamo a casa la sera.
Ecco cosa ci siamo portati a casa tra i padiglioni.
Il tema centrale di questa edizione è stato chiaro fin dal primo sguardo: la luce non serve solo a illuminare, ma a costruire atmosfere.
Negli spazi residenziali, contract e hospitality, l’illuminazione assume un ruolo sempre più strategico. Non si sceglie più una lampada solo per la sua funzione, ma per la sua capacità di dialogare con i materiali, definire i volumi e raccontare l’identità di uno spazio.
Per questo motivo il lighting design oggi è uno degli aspetti più importanti nella progettazione d’interni, e brand storici insieme a nuove realtà internazionali stanno ridefinendo il concetto stesso di lampada di design.
Flos ha presentato due installazioni immersive dedicate alle nuove collezioni Nocturne di Konstantin Grcic e Maap di Erwan Bouroullec, ospitate rispettivamente al Flos Professional Space e al Flagship Store di Milano.
Al Flos Professional Space, l’intero allestimento è stato dedicato al sistema modulare Nocturne di Konstantin Grcic. Il designer si è ispirato a 2001: A Space Odyssey di Stanley Kubrick, trasformando una delle scene più iconiche della storia del cinema in un’installazione immersiva. Una griglia di pannelli luminosi bianchi attraversa lo spazio, rivelando immagini evanescenti di oggetti di design iconici che dialogano con la presenza eterea delle lampade Nocturne, in un’atmosfera sospesa e quasi cinematografica.
Al Flos Flagship Store, invece, è stata presentata la nuova lampada da parete Maap di Erwan Bouroullec attraverso l’installazione “Sound of Chaos”. Il progetto esplora il rapporto tra ordine e caos come condizione creativa, costruendo un ambiente immersivo fatto di suono, immagini e associazioni visive. Il video curato da Nicolò Terraneo amplifica questa visione attraverso una narrazione frammentata e poetica, che riflette sul processo creativo come sequenza libera di intuizioni, errori e connessioni.
All’interno dello store, Maap è stata esposta in configurazioni ad alto impatto scenico su fondali total black, diventando protagonista sia delle vetrine sia delle pareti interne, in un allestimento che collega visivamente i diversi livelli dello spazio espositivo.



In occasione della Milano Design Week 2026, il brand ha presentato la nuova 2026 Collection nel flagship store di Via Monforte, portando avanti una visione della luce sempre più legata a ricerca, innovazione e sostenibilità. Le nuove soluzioni hanno mostrato un approccio progettuale in cui l’illuminazione dialoga con l’architettura e diventa parte integrante dello spazio.
Durante il Fuorisalone 2026, Artemide ha inoltre celebrato i dieci anni di collaborazione con BIG – Bjarke Ingels Group, confermando una visione condivisa in cui luce e architettura si fondono in modo naturale e contemporaneo.



Davide Groppi ha confermato ancora una volta la sua capacità di trasformare la luce in un’esperienza emozionale e profondamente progettuale.
In occasione della Milano Design Week 2026, il brand ha presentato “Un’ora di luce” presso Volumnia, a Piacenza, una mostra-installazione che ha ripercorso oltre quarant’anni di lavoro tra poesia, industria, impresa e ricerca progettuale. Un vero percorso immersivo dove la luce è diventata racconto, materia e visione, capace di accompagnare il visitatore attraverso l’identità più autentica del brand.
Le novità 2026 sono tutte nuove proposte che esplorano la luce come presenza discreta ma determinante, capace di trasformare gli ambienti con naturalezza. Ogni lampada nasce da un equilibrio preciso tra ricerca tecnica e visione poetica, dove materiali, superfici e volumi dialogano per creare atmosfere morbide, eleganti e mai invasive.



Foscarini ha presentato presso Foscarini Spazio Monforte un nuovo progetto di ricerca dedicato al dialogo tra luce e maglieria tridimensionale, confermando ancora una volta il proprio approccio sperimentale e profondamente progettuale.
Attraverso uno studio su materiali, tecniche produttive e superfici, il brand ha esplorato nuove possibilità espressive della luce, andando oltre il concetto tradizionale di lampada e aprendo a soluzioni inedite dove materia e illuminazione si fondono in modo sorprendente.
Negli anni in cui Euroluce 2026 non è protagonista assoluta, Foscarini sceglie il Fuorisalone come spazio ideale per raccontare una ricerca più libera, lontana dalla logica del prodotto finito e più vicina alla sperimentazione pura.



Per la Milan Design Week 2026, NEMO Lighting ha inaugurato il suo nuovo showroom con un progetto speciale firmato da Ron Gilad, trasformando lo spazio in un’esperienza immersiva dedicata alla percezione della luce.
Il nuovo ambiente è stato concepito non come un semplice showroom, ma come un luogo da abitare, in cui la luce non veniva presentata come elemento tecnico o funzionale, bensì come materia viva, in grado di modellare lo spazio e influenzare il modo in cui viene vissuto.
Il progetto di Ron Gilad ha interpretato l’identità di NEMO attraverso una narrazione spaziale fatta di equilibri sottili, contrasti delicati e presenze luminose che sembravano emergere e dissolversi a seconda del punto di osservazione. L’architettura si è progressivamente ridotta a un supporto discreto, lasciando che fosse la luce a guidare l’esperienza.
Con questa apertura, NEMO ha consolidato la propria visione della luce come linguaggio progettuale, più che come oggetto. Assolutamente magnifico!



Accanto alla luce, anche il mondo dell’arredo ha contribuito a definire questa visione integrata dello spazio contemporaneo.
Kartell ha confermato la sua evoluzione verso una ricerca sempre più sostenibile e materica, mantenendo però una forte riconoscibilità estetica. Qeeboo ha portato invece un linguaggio più narrativo e scenografico, dove l’oggetto diventa elemento espressivo dello spazio.
Magis al Milano Design Week 2026 ha presentato il progetto “Rooted in the Future”, una riflessione sul design come dialogo continuo tra memoria e innovazione.
Lo showroom Magis è stato trasformato in un’installazione immersiva composta da elementi verticali che richiamano pilastri architettonici, realizzati in tessuto in collaborazione con Kvadrat. All’interno di questo paesaggio sono stati esposti alcuni degli oggetti iconici del brand, che nel tempo hanno definito il linguaggio Magis e che oggi rappresentano le basi su cui si costruisce il futuro.
L’edizione 2026 ha avuto un valore particolare perché coincide con il 50° anniversario del brand. Un’occasione che ha messo in evidenza come le icone del passato non siano semplici riferimenti storici, ma elementi ancora attivi e generativi di nuove visioni progettuali.
Cappellini a Milano ha presentato “International Interiors”, un’installazione immersiva che ha reinterpretato il concetto di interior design contemporaneo attraverso un linguaggio narrativo ed emozionale. Allestito nello showroom di Via Borgogna a Milano, il progetto, ideato da Panter&Tourron con la direzione artistica di Giulio Cappellini, ha costruito una serie di ambienti evocativi, in cui l’arredo non è stato inteso come semplice elemento funzionale, ma come parte attiva di un racconto fatto di atmosfere, gesti quotidiani e presenze leggere.
All’interno dello spazio, i pezzi storici del brand hanno dialogato con le nuove collezioni, creando un equilibrio continuo tra memoria e innovazione. Questo intreccio ha dato forma a una narrazione fluida, in cui il design diventa strumento per leggere e reinterpretare la quotidianità in chiave contemporanea.
MOGG al Salone del Mobile. Milano 2026 ha presentato un concept dedicato a un’idea di abitare fresca, curiosa e fuori dagli schemi, confermando la propria identità fortemente espressiva e non convenzionale. L’allestimento, curato dal designer Claudio Bitetti, ha costruito un universo creativo basato su intuizione e libertà progettuale, dove il design contemporaneo viene reinterpretato attraverso linguaggi inattesi.
Nel complesso, il Salone del Mobile 2026 ha restituito una visione chiara e precisa e lo spazio contemporaneo è sempre più fluido, e nasce dall’integrazione tra luce, arredo e tecnologia, dove ogni elemento contribuisce a costruire un’unica esperienza abitativa.
Quello che osserviamo alla Design Week diventa parte concreta del nostro lavoro quotidiano.
Tutti questi brand, sia nel mondo dell’illuminazione che dell’arredo, sono presenti nei nostri showroom e nel nostro e-shop, dove selezioniamo solo prodotti che rispondono a criteri precisi di qualità, innovazione e coerenza progettuale.
Visita il nostro e-shop o passa a trovarci nei nostri showroom di Firenze, Terni o Roma.
